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Venezia e le sue Bellezze.


Canaletto. Venezia e i suoi splendori





Come il Marco Polo delle Città invisibili di Calvino anche Canaletto, Bellotto e Guardi, pittori di vedute nella Venezia del XVIII secolo, avrebbero potuto ripetere "ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia[...] per distinguere le qualità delle altre devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia".
Questi geniali vedutisti, quasi sempre veneziani, dipingevano Venezia con l’orgoglio di appartenervi, di discendere da una civiltà millenaria che si rifletteva in quella straordinaria città di acqua e di pietra.
Questi geniali vedutisti, di maggiore o minor fama, attraverso il volto di una città di cui volevano rappresentare la realtà oggettiva, riuscirono a testimoniare lo spirito di un secolo inquieto che presagiva la fine di una grande civiltà.
E questi geniali vedutisti, spesso itineranti - Canaletto fece fortuna anche nell’Inghilterra della prima rivoluzione industriale e Bellotto nella vecchia Europa delle corti tra Dresda e Varsavia - riuscirono a imporre un’immagine di Venezia che si è tanto radicata nell'immaginario universale che non riusciamo più a vedere piazza San Marco o il Canal Grande, Rialto o il Canale della Giudecca, se non con i colori e la luce dei loro dipinti.
Al vedutismo veneziano del Settecento è dedicata una preziosa rassegna allestita alla Casa Dei Carraresi di Treviso che allinea oltre 150 opere, tra dipinti e incisioni, provenienti dai maggiori musei del mondo e dalle più importanti collezioni private.
Di sala in sala il percorso espositivo si presenta come l’esecuzione di un unico fascinoso tema con variazioni: dalla Venezia dell’olandese Gaspar Van Wittel (che apre la mostra con due tele esemplari: "Il Bacino verso la Punta della Dogana" e "Il Molo dal Bacino di San Marco") a quella fantomatica dei piccoli quadri di Francesco Guardi.
La mostra si apre con una ventina di capolavori, tra dipinti e incisioni, di Luca Carlevarijs (1665-1731). E’ una Venezia grandiosa e monumentale quella ritratta dall’artista friulano, rigoroso adepto dell’ordine grafico - spaziale della camera ottica che scansiona gli archi delle Procuratie Nuove e di Palazzo Ducale per indugiare sullo spettacolo della folla che gremiva Piazza San Marco.








A Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto (1697-1768), indiscusso maestro del vedutismo, capace più di ogni altro di interpretare la qualità luministica e l’imprevedibilità scenografica della città lagunare, è dedicato il cuore della rassegna. Canaletto descrive la bellezza della Serenissima con occhio attento, collocandola nella dimensione di uno spazio assoluto, di una realtà luminosa e certa: il disegno impaginativo, lucido e coerente, salda le architetture, i cieli e le acque in immagini solari a cui è estranea ogni concitazione. Lo spazio secondo ragione della Venezia di Canaletto è quello di una città pittorica che pur non dipendendo in alcun modo dall’esattezza topografica crea un sorprendente effetto di realtà. Alla Casa dei Carraresi sono esposti una ventina di dipinti e un cospicuo numero di incisioni che consentono di ripercorrere l’itinerario artistico del Canaletto, dai dipinti giovanili, tra cui spicca la stupenda quotidianità di "Il Campo San Giacometto verso Rialto" del 1725) fino alle grandi tele della maturità eseguite per il mercante tedesco Sigmund Streit, come lo straordinario notturno lunare "La sagra di San Pietro di Castello", del 1758-1762 e ”Il Campo San Giacometto verso San Giovanni Elemosinario”, sempre del 1758-1762. La sua capacità di trasformare la ricchezza dei dettagli e la pennellata precisa e miniaturizzata in pura visione è documentata dalle due magnifiche vedute commemorative (“Il ritorno del Bucintoro” dal Museo Puskin di Mosca e “L'ingresso solenne del conte de Gergy a Palazzo Ducale”, dall’Ermitage di San Pietroburgo) commissionategli alla fine degli anni Venti dal conte de Gergy, ambasciatore francese presso la Serenissima, per la prima volta visibili insieme.







Le scoperte e le conquiste di Canaletto negli anni trenta servirono da modello per il nipote Bernardo Bellotto (1721 – 1780) entrato nella bottega dello zio attorno al 1735-1736, e per Michele Marieschi. Se Bellotto operò una sintesi tra le atmosfere immobili e la resa minuziosa delle architetture, tipiche di Canaletto, traducendole in una poetica più calda e appassionata, Marieschi seppe staccarsi dai moduli di Canaletto,dando vita a una pittura piùgenuina,in cui la forma della cittàrisulta ricreata sulla tela con grande trasporto emotivo. In mostra a Treviso due opere giovanili di Bernardo Bellotto, dominate da una luce fredda, grigia, dove le forme acquistano un valore metafisico; e una memorabile selezione di dipinti di Michele Marieschi che satura le sue tele di ocra.









Chiudono la mostra i capolavori di Francesco Guardi (1712 ca. - 1793). La Venezia che Canaletto aveva rappresentato come radiosa certezza, diventa un luogo vago e remoto nelle opere che Guardi realizza nella seconda metà del secolo. La lunga vicenda artistica dell’ultimo dei vedutisti veneziani, testimoniata in rassegna attraverso una ventina di opere, si condensa nell’espressione pittorica di una città quasi fantomatica, vista in dissolvenza tra bagliori luminosi e indistinti aloni di colore che preludono alla pittura moderna.
Accanto alle opere degli indiscussi maestri, la rassegna presenta una sezione dedicata ai cosiddetti minori - Jacopo Fabris, Pietro Bellotti, Francesco Tironi, Antonio Joli, Bernardo Canal, Antonio Stom, Johan Richter,il”Maestro della Langmat” - ricostruendo un percorso ’storico’ del genere attraverso tutto il ‘700.







カナレット、ヴェネツィアと彼の華麗なる作品



イタロ・カルヴィーノの“見えない都市(Le Citta Invisibili)”のマルコ・ポーロのように、
ベルナルド・ベッロットやフランチェスコ・グアルディのように、
18世紀のヴェネツィアの風景を描く画家達は、こう何度も繰り返し言ったことだろう。
“ひとつの都市を描くとき、他の都市とその魅力を区別するためには、暗黙のうちに心に刻み込まれている最初の都市から始める必要がある。
 それは私にとって、ヴェネツィアという都市である。”




これらの非凡なる風景画家たちの多くは常にヴェネツィア人である。
この比類ない水と大理石の都の風景に反映されるように、何千年と続くヴェネツィアの血筋を引き継ぐものとしての誇りを持ってヴェネツィアを描き続けた。



また、これらの非凡なる風景画家たちは、多くの名声を得た者も、そうでない者も、このひとつの都市の現実を何度も表現することによって、長い間心配されていた、この偉大なる文明の消滅の予感というものを証言しようとしていた。





そして、これらの非凡なる風景画家たちは幾度となく旅に出る。

− カナレットは産業革命直後のイギリスで一旗揚げているし、ベッロットはドレスデンからワルシャワの間の宮廷に架空の世界だと思われていたヴェネツィアの姿を知らしめることに成功していた。
そこでは、サン・マルコ広場も、大運河のリアルト橋も、ジューデッカ運河も、彼らの絵画の色彩と光なしでは、見ることができなかった。











1600年代のヴェネツィアの風景画法の作品、世界中の美術館所蔵のものや、個人所有のもの、絵画、彫刻を含め150点、トレヴィーゾのカッラレージ家によって開催された美術展に献呈された。


展示室から展示室へはひとつの魅力的なテーマに沿った説明がさまざまなバリエーションで語られ繋がれている。

: オランダ人のガスパール・ファン・ヴィッテルヴェネツィアから、(この展示室ではふたつのオリジナルの絵画、“Bacino Verso la Punta della Dogana”と、“Il Molo dal Bacino de San Marco”から始まる)
あの謎に包まれたフランチェスコ・グアルディの作品まで。







この美術展はルーカ・カルレヴァリス(1665-1731)の絵画、彫刻、およそ20点の傑作から始まる。
彼はヴェネツィアの荘厳で壮大な建造物を描くフリウリ出身の画家で、カメラ・オブスクラによる空間デザイン派の厳格なメンバーであった。
彼らは、サン・マルコ広場を訪れる群集たちの歩みを長引かせる為に造られた、新行政館のアーチ、ドゥカーレ広場をこのカメラ・オブスクラで走査した。










ジョバンニ・アントニオ・カナール(1697-1768)、カナレットと呼ばれるこの男は議論の余地なくひとりのヴェネツィアを代表する芸術家である。
彼はこのラグーナ(潟)の都市の光質、予想不可の遠近画法を他の誰よりも巧みに解釈する能力を持っていた。
彼の作品がこの美術展の核である。


カナレットは最大の注意力で王の美しさを描き、絶対的で本物の光に満ち溢れた確固たる地位を得ていた。
彼のデザインは、光に溢れ、凝縮され、建築にも精通していて、空と水はまるで激情を鎮めるような輝きを放つ。